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Iran, Mussavi: «La brutalità non fermerà la protesta, traditi i prinicipi islamici»

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Iran, Mussavi: «La brutalità non fermerà la protesta, traditi i prinicipi islamici»

Teheran smentisce l'impiccagione di sei riformisti


TEHERAN (4 luglio) - «La brutalità non fermerà la protesta». L'ex candidato riformista Mussavi promette che l'onda verde della protesta contro la rielezioni di Ahmadinejad (considerata illegittima) non si fermerà. Il governo di Teheran intanto ha smentito la notizia diffusa dal Jerusalem Post secondo la quale sei sostenitori di Mussavi sono stati impiccati.

Il discorso di Mussavi. «La brutalità non fermerà la protesta. La maggioranza della società non accetterà mai la legittimità di questo governo» ha detto Mussavi in un intervento riportato da La Stampa. «Chi picchia la gente tradisce l'Islam, che predica a braccia aperte pronte a raccogliere tutti», ha detto Mussavi. «Con l'assalto ai dormitori universitari, con il sangue versato degli studenti, con i giovani bastonati e offesi, con una televisione di Stato screditata, i giornali imbavagliati». «Un sistema che per 30 anni si è retto grazie alla fiducia della gente, non può sostituire in una notte questa fiducia con le forze di sicurezza», prosegue il leader dell'onda verde. «Imporre un clima poliziesco alla società non fa che incrinare il rapporto tra la gente e il sistema». «Fin quando la nostra morale sarà un'altra, questi governanti non si sentiranno realmente legittimi. È una nostra responsabilità storica continuare la nostra protesta e non smettere di rivendicare i nostri diritti. È una nostra responsabilità - conclude Mussavi - non permettere che il sangue versato da centinaia di migliaia di martiri alimenti un governo poliziesco».

Khatami: volevano far confessare in tv i riformisti arrestati di aver ordito un complotto. E' la denuncia dell'ex presidente riformista che ha ricevuto i familiari di alcuni degli attivisti riformisti arrestati dopo le elezioni del 12 giugno. Lo riferisce oggi il quotidiano Etemad Melli. Anche l'ex candidato riformista Mehdi Karrubi ha incontrato i congiunti di quattro fra i più importanti riformisti incarcerati: Mohammad Ali Abtahi, Ahmad Zeidabadi, Abdollah Momeni e Mohammad Ghuchani. Quest'ultimo è il redattore capo di Etemad Melli, fondato dallo stesso Karrubi.

L'Iran continua a essere sconvolto dalla repressione sanguinosa della protesta, portata avanti soprattutto da giovani, contro la rielezioni il 12 giugno del presidente Mahmud Ahmadinejad. Il consiglio dei Guardiani ha ritenuto leggittimo il voto. Tensione con la Gran Bretagna per la decisione di Teheran di processare i diplomatici iraniani dell'ambasciata britannica accusati di tradimento. L'Iran non sarà presente al G8 de L'Aquila. Teheran ha accusato più volte Usa e Gb di interferenze negli affari interni della nazione.

il Messaggero

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