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Terremoto, scossa di magnitudo 4,1

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1 Terremoto, scossa di magnitudo 4,1 il Ven Lug 03, 2009 2:45 pm

Terremoto, scossa di magnitudo 4,1:
panico in Abruzzo, gente in strada

Sciame nella notte e al mattino, il picco alle 13,03. Premier: a settembre nessuno in tenda. Polemiche Regione-Bertolaso


ROMA (3 luglio) - Diverse scosse di terremoto sono state avvertite dalla popolazione questa notte e questa mattina in Abruzzo, scatenando il panico. Due in particolare le scosse che questa mattina hanno indotto la gente a lasciare case, uffici e tende.

Magnitudo 4,1 e 3,6. La più intensa è stata registrata alle 13:03 dall'Istituto nazionale di geofisica che ha rilevato una magnitudo di 4.1. L'epicentro è nella zona tra Collebrincioni e Arischia, a una profondità di 8,8 chilometri. Alle 11,43 ne era stata registrata una di magnitudo 3,6, con epicentro nella zona di Roio. La scossa ha provocato paura tra la popolazione: i dipendenti regionali che erano rientrati a lavoro a Palazzo Silone si sono riversati per strada. Dalle verifiche del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose.

Ingv: la scossa fa parte della sequenza attivata il 6 aprile. La scossa di magnitudo 4,1 spiega l'Ingv rientra nella sequenza di repliche attivata dal terremoto del 6 aprile scorso. «La scossa è stata localizzata poco a Nord Est dell'Aquila, all'interno della zona attivata il aprile scorso», osserva il direttore del Centro Nazionale Terremoti, Giulio Selvaggi. Anche la profondità, pari a 8,8 chilometri, «è confrontabile con quella della maggior parte dei terremoti avvenuti nell'ambito della sequenza sismica in corso», dice il direttore della sezione di Milano dell'Ingv, Fabrizio Galadini. «Al momento - aggiunge - stiamo valutando gli aspetti che riguardano quale faglia possa aver creato questo terremoto».

Nella notte, alle 3,14, altra scossa di magnitudo 3,4 con epicentro tra L'Aquila, Villagrande e Fossa, e seguito da una replica di intensità 2,7 a quattro minuti di distanza. In precedenza un'altra scossa era stata registrata alle 2,16, con magnitudo 2,3 ed epicentro localizzato nel distretto sismico della Valle dell'Aterno.

La terra continua a tremare mentre sono in corso i lavori per la preparazione del G8.

Berlusconi e Tremonti aprono L'Aquila Day. Silvio Berlusconi ha dato il via ai lavori del workshop «L'Aquila day» al ministero dell'Economia con il ministro Giulio Tremonti. «Ci aspettiamo suggestioni, nuove idee per la ricostruzione de L'Aquila e dei 48 comuni che la circondano - ha detto il premier - e per il rilancio della sua economia che ha nell'università il suo punto forte».

Berlusconi conferma: entro settembre no ci sarà più nessuna tenda. «Entro settembre nessuno avrà più una tenda». Il premier conferma il timing per l'accoglienza degli sfollati, ora nelle tendopoli, nelle abitazioni di nuova costruzione all'Aquila. «C'è un clima molto positivo nelle tendopoli - assicura il premier - ma vogliamo che sia assolutamente provvisorio. Il governo è sempre operativo nell'Aquila. Siamo intervenuti immediatamente dopo la scossa del 6 aprile». Il presidente del Consiglio spiega che da 15 settembre al fine novembre saranno pronte tutte le piattaforme antisismiche che potranno ospitare 10 mila sfollati. Il premier ribadisce inoltre che non verrà costruita alcuna new town.

Tremonti: a L'Aquila l'università dell'eccellenza. «L'idea è di fare a L'Aquila un'università di eccellenza» ha detto il ministro Tremonti che ha anche sottolineato che «le città non muoiono mai, è sempre stato così nella storia dell'Italia e dell'Europa». Tremonti ha quindi citato i casi di Catania e Lisbona, «esempi che aiutano a capire quanto di buono possa venire da un evento disastroso». Nella ricostruzione e nel rilancio dell'economia delle aree terremotate, ha concluso il ministro, «possiamo contare su due particolari plusvalenze: la bolla di San Celestino che speriamo ci assista e l'Ocse».

De Matteis: Bertolaso non è Dio, accetti le critiche. Dev'essere L'Aquila e non la
Protezione civile a decidere come ricostruire la città distrutta dal terremoto. Lo ha ribadito il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, che ha attaccato il capo dipartimento Guido Bertolaso: «La sua parola non è il verbo di Dio e non si deve irritare se lo criticano, piuttosto pensi a fare il suo lavoro», ha detto.

Lo spunto è dato dal cambio di alcune delle zone dove sorgeranno i moduli abitativi del progetto Case, «che erano state valutate idonee e ora vengono accantonate. In questo momento - ha aggiunto De Matteis - ci sono solo due cantieri aperti e per ammissione della Protezione civile gli alloggi non saranno sufficienti per ospitare tutti gli sfollati. Sento dire di mandare duemila persone nella Scuola della Finanza, mi chiedo come civili possano vivere in una struttura militare: c'è improvvisazione, sembra il Far West». E rivolge un appello a Bertolaso: quando va nelle tendopoli a spiegare la sua versione della situazione, avverta le istituzioni e confrontiamoci.

Il Messaggero

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