Forum news

Tutte le news e gli argomenti di attualità di cui si parla nel mondo


Non sei connesso Connettiti o registrati

Airbus AF447, l'equipaggio per tre volte tentò di contattare torre controllo Dakar

Andare in basso  Messaggio [Pagina 1 di 1]

Airbus AF447, l'equipaggio per tre volte
tentò di contattare torre controllo Dakar

L'ufficio inchieste: «Ancora lontani dallo scoprire le cause»
L'A330 intero e in accelerazione al momento dello schianto


PARIGI (2 luglio) - Il disastro è avvenuto un mese fa e a un mese dal disastro del volo AF 447 Rio-Parigi, le indagini non portano ancora nessuna conclusione. Il Bea, l'Ufficio inchieste e analisi sugli incidenti aerei in Francia, oggi ha presentato il suo primo rapporto e ammette che «siamo ben lontani dallo stabilire le cause dell'incidente».Ed è passato già un mese.

Tentativi contatto con Dakar. Intanto è emerso un nuovo elemento: l'equipaggio dell'A330 ha tentato per tre volte di entrare in contatto con la torre di controllo di Dakar, in Senegal, senza riuscirci. Poco dopo si è verificato lo schianto in mare. Le indagini hanno rivelato un'anomalia nella comunicazione tra i centri di controllo del Brasile e del Senegal. In sostanza, dice il Bea, quando l'A330 di Air France ha lasciato la zona aerea di competenza del Brasile, quest'ultimo avrebbe dovuto telefonare il Senegal per affidargli l'aereo che entrava nella loro zona aerea. Ma questo non è stato fatto. Il problema ha «sicuramente» comportato una o due ore di ritardo nelle ricerche dell'aereo, mettendo in allarme molto dopo i controlli francesi.

Intero e in piena accelerazione. L'A330 sarebbe stato ancora intero ed in piena accelerazione al momento dello schianto nell'Oceano. IlBea ha escluso così l'ipotesi della disintegrazione che era stata data tra le più probabili (e rafforzata dalle prime autopsie dei corpi, portate avanti dall'istituto medico legale di Recife). «L'aereo sembra aver urtato la superfice dell'acqua con una forte accelerazione verticale» ha spiegato Alain Bouillard, responsabile dell'inchiesta tecnica. Il che vuol dire, per il Bea, che ha toccato l'acqua con la parte bassa della fusoliera. Il fatto che il timone posteriore sia stato ritrovato insieme agli altri rottami - 640 fino ad ora - e che un pezzo della «pancia» sia deformato dal basso verso l'alto, avvallerebbe questa ipotesi. Tra gli oggetti ritrovati, pezzi di sedili, della cabina, il timone posteriore, mobilio e giubbotti di salvataggio, ma di questi nessuno era stata gonfiato, segno per il Bea che i passeggeri non erano pronti ad un ammaraggio.

Non sono state trovate le scatole nere, ma le ricerche - che dovevano chiudersi il 30 giugno - saranno prolungate fino al 10 luglio.

Il Bea scagiona o almeno minimizza la responsabilità dei sensori Pitot, a lungo sospettati di essere all'origine della sciagura. Per il Bea i Pitot «sono uno dei fattori, non il solo. Sono degli elementi, non la causa dell'incidente». Questo primo rapporto del Bea era molto atteso dalle famiglie delle vittime che, un mese dopo il dramma, ancora non cononoscono la verità. Esasperate, una cinquantina di famiglie avrebbero scritto ad Air France pretendendo, secondo Le Figaro, la totale trasparenza sull'indagine.

Rabbia ed esasperazione c'è anche nella comunità comoriana di Marsiglia colpita dall'altro incidente aereo, quello dell'A310 della Yemenia precipitato nell'Oceano Indiano. Anche oggi ci sono stati disordini all'aereoporto della città dove 200 manifestanti hanno formato una catena umana impedendo il check-in del volo Yemenia per Moroni e chiedendo all'Eliseo di predisporre un aereo apposito per le famiglie delle vittime. Stamane è arrivata a Parigi la sola sopravvissuta - su 153 passeggeri - dell'incidente, Bahia, 13 anni il prossimo mese, che subirà un check-up completo nell'ospedale Trousseau di Parigi.

Il Messaggero

Visualizza il profilo http://16sdm8-ldpb16.forumattivo.com

Torna in alto  Messaggio [Pagina 1 di 1]

Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum