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Airbus precipitato alle Comore: il miracolo della 14enne salvata in mare.

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Airbus precipitato alle Comore:
il miracolo della 14enne salvata in mare


PARIGI (1 luglio) - Altro oceano, stesse immagini, nuovo lutto per la Francia: le lamiere di un airbus che galleggiano, una striscia di cherosene, dei corpi sull'acqua. Meno di un mese fa, era il dramma del volo Rio-Parigi di Air France, ieri notte, è stata la catastrofe del volo Parigi-Moroni della Yemenia: l'aereo, un vecchio airbus 310-300 del '90 «interdetto» dai cieli francesi, sul quale le 153 persone a bordo si erano imbarcate dopo uno scalo a Sana'a, nello Yemen, si è inabissato a pochi chilometri dalla costa e dall'aeroporto di Moroni, capitale dell'arcipelago delle Comore.

Questa volta però un piccolo miracolo c'è stato: una ragazzina di quattordici anni è stata ripescata viva, mentre nuotava da ore in mezzo ai corpi degli altri passeggeri. E' stata ricoverata sotto choc, ma le sue condizioni «non destano preoccupazioni».

A bordo c'erano 66 francesi, 26 imbarcati a Parigi e 40 a Marsiglia, dove il volo aveva fatto una prima tappa. Tra i passeggeri anche molti cittadini delle Comore emigrati in Francia. Tornavano quasi tutti a casa per le vacanze, per la stagione dei «grandi matrimoni», delle grandi feste tradizionali di famiglia per ufficializzare e celebrare le unioni. Per questo a bordo c'erano tante famiglie, molti bambini, anche tre neonati.

Sono scomparsi davanti agli occhi dei parenti che li aspettavano all'aeroporto. Hanno visto l'aereo arrivare, scendere sulla pista poi, improvvisamente, virare e scomparire, ingoiato nel buio delle due di notte (le dieci di lunedì sera in Europa). «L'aereo si trovava a circa cinquanta metri da terra, in avvicinamento alla pista - ha raccontato un agente dell'aeronautica delle Comore che si trovava all'aeroporto di Moroni - poi improvvisamente ha deviato, è uscito dall'asse della pista e ha preso una direzione anomala verso il mare».

Ad aspettare la suocera in arrivo dalla Francia c'era anche l'ex ministro della Difesa delle Comore Houmed Msaidié. «Mi è sembrato di vedere l'aereo atterrare - ha raccontato - ma un secondo dopo era scomparso». I tecnici dell'aeroporto hanno evocato cattive condizioni meteorologiche, «con venti molto forti». «La torre di controllo ha perso i contatti con l'Airbus qualche istante prima dell'atterraggio. «In quel momento le condizioni meteorologiche erano sfavorevoli, con forti raffiche di vento» ha confermato il direttore dell'aviazione civile delle Comore, Mohamed Yahya, anche lui all'aeroporto al momento dell'incidente. Ma nessuno sembra credere a una fatalità legata al meteo.

Il sottosegretario ai Trasporti francese Dominique Bussereau ha ammesso «che le condizioni meteo erano cattive e che il mare era agitato». Tuttavia, ha aggiunto, le spiegazioni «non sono chiare: hanno parlato di un tentativo di atterraggio, poi di una nuova accelerazione quindi di un secondo tentativo fallito». Quello che è certo è che l'airbus 310-300 era del '90 ed era stato acquistato dalla Yemenia nel '99. Aveva al suo attivo quasi 52mila ore di volo e 17.300 viaggi. Bussereau ha precisato che proprio questo aereo «era stato controllato nel 2007 dalla Direzione generale dell'aviazione civile francese che aveva constatato un certo numero di guasti. L'apparecchio era stato dunque escluso dal suolo nazionale per una serie di irregolarità negli equipaggiamenti». Per questo i passeggeri del volo per Moroni si erano imbarcati a Parigi su un più recente airbus 330 della Yemenia. Dopo lo scalo a Marsiglia e a Sana'a, il volo era però continuato sul vecchio A310. «Gli A310 di Yemenia non atterrano né a Parigi né a Marisglia.

Spetta poi all'organizzazione dell'aviazione civile internazionale controllare quello che succede a Sana'a» ha sintetizzato il direttore generale dell'aeroporto di Marsiglia Pierre Régis. Nel 2007 l'Unione Europea aveva pensato di inserire la Yemenia sulla lista nera delle compagnie aeree, ma l'idea era stata abbandonata. In Francia, la compagnia è comunque oggetto di «un controllo rafforzato».

I parenti delle vittime in Francia, a Parigi e a Marsiglia, parlano di una tragedia annunciata. Nel 2008 la comunità comoriana di Marsiglia, oltre 80mila persone, aveva creato l'associazione «Sos viaggio alle Comore» proprio per denunciare le pessime condizioni del viaggio verso casa: prezzi dei biglietti esorbitanti, ritardi, aerei in pessimo stato. Avevano manifestato l'11 agosto dell’anno scorso. Nessuno li ha ascoltati.

Il Messaggero

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