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TEHERAN- Episodi di violenza

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1 TEHERAN- Episodi di violenza il Gio Giu 25, 2009 10:40 pm

Iran, scontri a Teheran, auto incendiate
Ahmadinejad: Obama parla come Bush


Mussavi: chi è responsabile dei brogli lo è anche del bagno di sangue. Sito riformista: ex candidato ai domiciliari

TEHERAN (25 giugno) - Episodi di violenza si registrano anche oggi a Teheran, la capitale iraniana, in particolare lungo viale Vali-asr nei pressi di piazza Enqelab. Fonti iraniane non confermate sui social network, alcuni manifestanti sarebbero entrati in contatto con i reparti anti-sommossa e molte persone sarebbero state arrestate. Stando ad alcuni utenti di Twitter, che affermano di trovarsi sul luogo degli scontri, la gente starebbe lanciando pietre contro i poliziotti, urlando slogan come «morte a Khamenei». Le stesse fonti riportano, inoltre, che alcune macchine e un bus sarebbero stati incendiati e che gli elicotteri stareebbero sorvolando le zone interessate dai disordini. Le ultime notizie, infine, riferiscono di reparti della poizia che avrebbero chiuso tutti le vie d'accesso a piazza Enqelab, impedendo a chiunque di accedervi.

Manifestazione annullata. L'ex candidato alle presidenziali iraniane Mehdi Karroubi ha annullato la manifestazione prevista per oggi per commemorare le persone uccise nei cortei dei giorni scorsi. Lo ha reso noto il partito dell'ex presidente del Parlamento, l'Etemad Melli. «E' molto spiacevole che persino in questa situazione a leader politici come Karroubi non venga concesso un luogo in cui tenere una commemorazione funebre», si legge nel messaggio. La manifestazione dovrebbe essere rinviata alla settimana prossima e svolgersi all'universita' di Teheran o in un cimitero.

L'annuncio dell'annullamento arriva all'indomani di una giornata di scontri sanguinosi in piazza, con la polizia che ha picchiato e aperto il fuoco sui manifestanti. Press-Tv, un'emittente iraniana, ha aggiornato il bilancio totale dei morti nei disordini dei giorni scorsi a 20 (fra cui otto miliziani Basiji), ma si teme che possano essere molti di piu'. Il grand'ayatollah Hossein Montazeri, il piu' importante leader religioso dissidente in Iran, ha avvertito che la repressione delle proteste di piazza potrebbe sradicare le fondamenta del governo.

«Obama parla come Bush» Intanto il presidente iraniano accusa: Barack Obama sull'Iran «ha fatto dichiarazioni come quelle del suo predecessore George W. Bush». Perchè ha parlato in questo modo alla nazione iraniana?», ha chiesto Ahmadinejad, riferendosi ad una conferenza stampa tenuta da Obama due giorni fa, in cui ha alzato i toni delle critiche a Teheran in merito alla regolarità delle elezioni e alla repressione delle proteste che ne sono seguite. «Se parla così, cosa resterà da discutere tra noi?», ha aggiunto Ahmadinejad, parlando del dialogo che Obama dice di volere aprire con la Repubblica islamica dopo 30 anni di gelo. «Non vogliamo che Obama commetta gli stessi errori dell'epoca di Bush. Se da parte di Washington ci sarà un vero cambiamento, noi lo accoglieremo favorevolmente».

E Mussavi sferra il suo attacco: «Continueremo la nostra lotta. Chi è dietro ai brogli elettorali è responsabili del bagno di sangue», ha detto l'ex candidato moderato nel suo sito. Mir Hossein Mussavi ha dichiarato sul sito internet del suo giornale Kalemeh che le minacce del regime non impediranno di ottenere ciò che si è prefisso. «Non mi impediranno di ottenere i diritti per il popolo iraniano (...) a causa di interessi personali o per paura delle minacce», ha detto Mussavi sul sito. «Insisto sul fatto che protestare contro i risultati delle elezioni presidenziali è un diritto stabilito dalla Costituzione della Nazione». È quanto ha ribadito Mussavi in un comunicato pubblicato oggi sul suo sito ufficiale Kalemeh.ir. Nella nota Mousavi ha criticato anche la decisione delle autorità di chiudere il suo quotidiano 'Kalameh-ye Sabz ("La Parola Verde"). «Condanno fortemente la chiusura di "Kalameh-ye Sabz" e l'arresto di coloro che vi lavoravano - si legge - Questo comportamento illegale (la chiusura del quotidiano, ndr.) purtroppo spingerà la società a prendere informazioni dai media stranieri».

Sito riformista: Mussavi ai domiciliari. Dopo le voci che circolano da ieri sui blog, oggi la notizia viene confermata dal sito vicino alla corrente riformista iraniana “Nasimfarda”. «Tutte le manifestazioni in corso in Iran non sono dirette» da Mussavi , precisa il sito web, sottolineando che le proteste vengono «organizzate soltanto in suo sostengo». «Tutti gli stretti collaboratori di Mussavi - prosegue il sito - sono stati arrestati e il governo sta cercando di isolarlo completamente dal popolo riformista manifestante». La notizia non è stata ancora confermata ufficialmente.

Proprio ieri Mussavi e l'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, considerato fra i suoi principali sostenitori, hanno avuto un incontro con la commissione parlamentare per gli affari esteri e la sicurezza nazionale. Lo ha detto il presidente della commissione, Alaeddin Borujerdi, aggiungendo che nei colloqui si è parlato dei «modi per rimuovere gli attuali problemi». Intanto il Consiglio dei Guardiani, l'organo incaricato di verificare la regolarità delle elezioni presidenziali in Iran, ha completato l'esame dei ricorsi e ha fatto sapere di non aver riscontrato brogli o irregolarità rilevanti.

G8. La crisi iraniana sarà fra i temi sul tappeto del G8 Esteri che inizia oggi a Trieste. Lo ha confermato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, il quale ha detto: «Adotteremo una posizione che io credo debba essere particolarmente dura, particolarmente chiara dinnanzi al mondo». Frattini si è detto convinto che anche la Russia «non farà mancare il suo appoggio». «Tutti vogliamo evitare le interferenze nelle procedure elettorali interne nei propri Paesi, che sono la sovranità di uno stato», ha proseguito il ministro, aggiungendo che in questo caso «si tratta di diritti umani, si tratta della vita che è sopra ogni cosa.Tutti i colleghi potranno condividere questa impostazione nel corso di questo G8».

il Messaggero

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