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Tensioni nel governo

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1 Tensioni nel governo il Mer Lug 08, 2009 12:54 pm

Tensioni nel governo. Bossi preme
per le riforme: se non si pedala si cade

Dopo il summit la Lega chiede una “fase 2”


ROMA (8 luglio) - «Calunnie, tutte calunnie. Hai visto Umberto, anche la storia delle minorenni. Tutte falsità gonfiate, ma senza uno straccio di prova». Erano appena passate le dieci di lunedì sera quando l’intero stato maggiore del Carroccio, guidato da Umberto Bossi, con i due capigruppo Cota e Bricolo, la Rosy Mauro e Giancarlo Giorgetti, salgono le scale di palazzo Grazioli. Torcicollo a parte, Silvio Berlusconi non sembra particolarmente provato dalla giornata trascorsa con il presidente cinese Hu Jintao. Sono un paio di settimane che, per motivi vari, salta il tradizionale appuntamento del lunedì sera ad Arcore, e Bossi ne ha di cose da chiedere al premier e da incassare.

D’altra parte la fedeltà dell’alleato il Cavaliere ha potuto testarla anche di recente, visto che sulla nota vicenda di ”feste e veline” Bossi si è schierato sin dall’inizio in sua difesa. Così come il Carroccio non ha messo bocca su tutte le scelte fatte dal governo in materia di G8, malgrado il ministro Maroni abbia qualche volta masticato amaro.

Raccontano però che l’altra sera l’Umberto sia andato giù deciso e Berlusconi, messo in guardia da Aldo Brancher, è riuscito solo in parte a contenere l’irritazione leghista per come «stia segnando il passo l’azione del governo specie sul fronte delle riforme. Federalismo fiscale in testa». Indubbiamente i dodici mesi previsti dalla legge per i decreti attuativi del federalismo stanno scorrendo e non solo non sono state composte le due bicameraline che dovrebbero mettere a punto i testi e lavorare sui costi standard, ma non si sa ancora su quali risorse si potrà contare. «I soldi ci sono, ci sono», spiegava ieri pomeriggio Giorgetti facendo intendere che a mancare è la volontà politica più che il denaro.

Anche se è difficile in questi giorni distogliere l’attenzione del Cavaliere da tutto ciò che attiene al G8 e a possibili nuovi attacchi personali, l’altra sera Bossi è tornato più volte sulla necessità di «chiudere, subito dopo il G8, questa fase di scontro» per «recuperare un clima migliore».

La Lega ha assolutamente bisogno di riprendere un rapporto con l’opposizione e non solo perché i trenta membri delle due bicameraline devono essere composte da maggioranza e opposizione, ma anche per il contributo che le amministrazioni locali devono dare per la determinazione dei costi standard. «A metà luglio vediamoci tutti insieme e mettiamo in fila le cose da fare per settembre», ha incalzato Bossi sul salotto di palazzo Grazioli.

«Forse è meglio che io incontri i ministri uno per uno e poi magari ci vediamo in pochi per decidere», è stata la replica del Cavaliere che al ”conclave di maggioranza” comincia a credere meno anche grazie alla ripresa di fiducia degli elettori nei suoi confronti che segnalano i sondaggi di Euromedia. «Questa estate lascia stare la Sardegna e vieni con me a Pontedilegno - ha incalzato Bossi - così abbiamo tutto il tempo che vuoi per parlare, ma se qui non si pedala si cade, come quando si va in bicicletta».

Il Messaggero

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