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Stuprarono 27enne a Sesto, arrestati 4 rom: incastrati da scheda telefonica

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Stuprarono 27enne a Sesto, arrestati
4 rom: incastrati da scheda telefonica


MILANO (7 luglio) - Sono fuggiti poche ore dopo lo stupro, quando hanno capito che dalla gente delle baracche non avrebbero avuto aiuto né protezione. Si sono disfati subito dei telefonini rubati alle vittime, ma hanno commesso un errore fondamentale: hanno fatto due chiamate usando la scheda telefonica che Giuliano, 27 anni, aveva nel portafogli. E dopo due mesi e mezzo di intercettazioni e pedinamenti, sono stati arrestati in Romania.

Sono quattro rom senza fissa dimora - tra cui un ragazzo di diciassette anni - con un elenco di precedenti lungo quanto i loro alias accumulati in anni di peregrinazioni in giro per l’Italia. Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, è stata l’ultima tappa e teatro del loro crimine più brutale: la notte dello scorso 24 aprile hanno assalito una coppia di giovani che si era appartata in auto in una zona isolata, tra gli edifici abbandonati delle ex acciaierie. A turno hanno violentato Ilaria, commessa di 27 anni, e picchiato a sangue il fidanzato Giuliano, pasticcere di 29 anni, rompendogli in naso.

Ora sono in una cella di Bucarest, in attesa dell’estradizione in Italia. Viorel Grancea detto ”Americanu”, 20 anni, e suo fratello Ilie Grancea detto ”Cristian” di 24 anni, Marinica Cristea detto ”Pintea” o anche ”Cieco”, 26 anni, e il diciassettenne G. C. detto ”Grafian” sono accusati di violenza sessuale di gruppo, lesioni gravi e rapina. Sono stati presi con un’operazione congiunta in esecuzione di un ordine di cattura internazionale, al termine serrate indagini della Squadra mobile di Milano in collaborazione con l’Interpol e la sezione catturandi della polizia romena.

«Le prove nei confronti dei quattro rom sono schiaccianti», spiega il capo della Squadra mobile di Milano, Francesco Messina. Oltre alle intercettazioni telefoniche, l’impronta lasciata da Cristea sull’auto dei due fidanzati ha dato una svolta alle indagini, che fin dall’inizio si sono concentrate sugli sbandati delle baracche proprio dietro al luogo della violenza. Proprio la pressione degli inquirenti, oltre all’efferatezza del crimine commesso, ha spinto la piccola comunità ad emarginare i quattro, che hanno cercato protezione in patria. Invano.

Il sindaco di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini, annuncia che l’amministrazione comunale si costituirà parte civile nel processo, affiancando le famiglie delle vittime. «La cattura dei presunti colpevoli - afferma - non potrà purtroppo ripagare la violenza subita dai due giovani, né lenire le ferite inferte alla nostra città, ma consentirà di fare giustizia mandando contemporaneamente un forte segnale a chiunque pensi di poter agire impunemente».

Il Messaggero

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